
Cantante lirica di calibro internazionale, vocal coach, mentore e acquerellista, esperta di voci femminili che segue da nord a sud dell’Italia, autrice di saggi e curatrice di rubriche radiofoniche e scritte sul panorama musicale. Membro di Giuria in concorsi di Canto Internazionali sia per la lirica che per il pop e consulente per Agenzie Concertistiche, dirige il suo prestigioso studio di canto dal 1999, sede d’esami del Trinity College of Music di Londra. Ricercatrice delle connessioni fra Canto e Spiritualità, CEO del progetto di ricerca “Vibralchimie”, è anche uscita di recente con il suo nuovo libro scritto insieme al chitarrista Renato Caruso dal titolo “Canto del Benessere e Vibralchimia Interiore” (Fingerpicking).
Elena, che donna sei?
Risolta, pacificata, creativa, alla mano.
Esiste un gender gap, a tuo avviso, nell’ambito lirico e nella musica in generale?
Certo, le donne cantanti sono più degli uomini numericamente, quindi la competizione è più spietata. Devono essere iper preparate, belle, sapersi muovere in scena, nell’ultimo periodo preferibilmente longilinee con lineamenti da attrice. Poi mi si chiede perché dal 2022 ho scelto di seguire solo voci femminili: sostengo le donne, ammiro la loro forza di volontà e resilienza, la capacità di farsi in mille per barcamenarsi fra vita privata e carriera. Però, ad un certo punto, si deve dire a sé stesse: sono unica e speciale così come sono e se non vi va bene non è un mio problema, faccio quel che posso senza sensi di colpa, pacificarsi e godersi la vita per come è. Mi piacciono le donne risolte.
Vocal Coach e Mentore Vocale di successo, esperta appunto di voci femminili che segui in tutta Italia. Cosa si nasconde dietro a una voce, oltre al talento?
L’anima.
Veniamo al progetto di healing voice e crescita personale Vibralchimie. Cosa accomuna le donne con cui lavori?
La sensibilità. Sono persone straordinarie ed accompagnarle nei loro percorsi è un onore. Donne multi potenziale con immensi requisiti che, talvolta, non riescono più a vedere il loro valore, perché sono esauste, corrono per accontentare le aspettative di tutti, ma non si chiedono più cosa vogliono davvero per sé stesse, cosa le rende felici.
Detto in altre parole, cosa ti chiedi ogni volta che crei un program?
Come posso essere di aiuto?… e ci metto tutta l’empatia che ho, ci metto amore.
Ci sono delle parole chiave su cui lavorare?
Consapevolezza. Silenzio.
Respira. Pace. Desidera. Goditi il percorso.
Mi sembra di capire che dobbiamo piacere a noi stesse e far emergere la propria unicità musicale o di donne… A te resta qualche sogno nel cassetto o qualche aspetto su cui continuare a evolvere?
Mi sto esercitando a “desiderare”, ad alzare l’asticella. Uno dei problemi delle donne è che quando ottengono molto dalla vita o dalla carriera, quasi se ne vergognano e pensano che sia “troppo” già ciò che hanno ottenuto. Per anni la mia filosofia era l’abbastanza: godi di ciò che hai. Va bene, ma non c’è assolutamente niente di male a “desiderare di più” in ogni ambito e ad evolvere anche attraverso la bellezza, lo stupore, la passione per la vita, la gioia.
Desidero aiutare molte persone con i miei programs, desidero viaggiare di più, desidero una direzione artistica di prestigio e così via… vi invito a sorprendervi a desiderare.
