galleria Alessandra Maltoni, la scrittura e l’importanza del viaggio

La scrittrice Alessandra Maltoni, in collaborazione con la sorella Barbara, segue il filone dell’importanza del viaggio nella vita e nei sogni degli uomini, e nel suo libro “Sogni e Colori Viaggio attraverso il Venezuela: Appunti di viaggio” ne sottolinea il senso più autentico: il viaggio è una questione di cambiamento, scoperta e crescita personale, e non solo una questione di destinazione. Il viaggio è esperienza, apprendimento ed apertura al mondo: allarga la mente, amplia gli orizzonti e permette di conoscere meglio se stessi. Sappiate però che questo viaggio non lo compie in prima persona l’autrice, ma ne viene a conoscenza grazie ad un diario dimenticato per tanto tempo in un cassetto. Attraverso le parole scritte della sorella Barbara, questo viaggio diventa di tutti dopo una serie di circostanze risultate poi favorevoli alla pubblicazione. La incontriamo a Ravenna, dove vive e lavora come titolare del Centro Servizi Culturali, dove si occupa di gestione di attività di consulenza culturale, organizzazione eventi, redazione e revisione testi.

Cosa l’ha spinta a pubblicare il diario di viaggio scritto da sua sorella Barbara dopo tanti anni, e quale messaggio ha voluto trasmettere ai lettori contemporanei?

Ho desiderato preservare l’autenticità e la semplicità dell’esperienza condivisa dai protagonisti, lasciando ai loro figli un’eredità di vera bellezza. La motivazione che mi ha spinto a lavorare celermente è stata molto personale: la paura di una malattia che ha inaspettatamente turbato la quotidianità e la gioia. Credo fermamente che la penna sia un’arma contro la sofferenza e un modo per allontanare il timore del buio eterno, quando non è ancora il momento.

Nel libro emergono forti contrasti tra la bellezza naturale del Venezuela e le sue difficili condizioni sociali: come ha affrontato questo dualismo nella narrazione?

Ho affrontato questo dualismo con semplicità, immergendomi completamente negli appunti di mia sorella e riflettendo su di essi. Sono profondamente rispettosa e sempre stupita di fronte alla descrizione delle bellezze naturali. Sono cresciuta guardando documentari geografici, storici e naturalistici – programmi come “Geo”, “Alle falde del Kilimangiaro” e “Linea Verde” mi hanno sempre entusiasmato. Questo background ha reso naturale per me gestire tale contrasto.

Quanto il contesto politico e sociale del Venezuela degli anni ’90 ha influenzato la percezione del viaggio e i racconti riportati da Barbara?

Il contesto politico e sociale del Venezuela degli anni ’90 è stato fondamentale. Ha costituito la base per comprendere gli appunti di mia sorella e per riordinarli, creando il contesto reale che permette al lettore di viaggiare insieme a loro.

Che ruolo ha avuto la fotografia nella costruzione del libro, considerando le numerose immagini citate nel testo e la partecipazione di Barbara anche come fotografa?

Le immagini inserite nel testo arricchiscono notevolmente la lettura. In particolare, ho ricostruito al computer il pappagallo Loreto per dare forma alla descrizione racchiusa nelle parole di mia sorella. Le fotografie sono la giusta cornice che completa il racconto.

Pensa che la forma diaristica del racconto renda il viaggio più autentico e universale? E quale valore attribuisce oggi alla scrittura come mezzo per fissare l’esperienza umana?

Sì, credo che la forma diaristica renda il racconto piacevole, autentico e accessibile a tutti, configurandosi come un linguaggio universale. La scrittura è la nostra memoria. Per noi esseri umani, essa è un fondamento indispensabile.

Lisa Bernardini

Da circa meta’ settembre, il libro “Sogni e colori. Viaggio attraverso il Venezuela” di Alessandra Maltoni avra’ una nuova veste grafica.

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